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APPUNTI di LANZA MEDIEVALE (4)
IL DUELLO DI LANZA
Avremo ora finalmente modo di mettere in pratica tutte le nostre conoscenze sinora apprese sull’ uso in combattimento della “lanzacorta”: il combattimento si svolgerà ora a 360 gradi, un duello di lancia vede i contendenti affrontarsi girandosi attorno, ad una distanza di ingaggio ragionevole (cioè la distanza in cui eseguendo un solo passo si entra con il colpo in figura del bersaglio, detta distanza “ordinaria” o di ingaggio). Essendo i colpi portati quasi esclusivamente di punta si avanzerà ed arretrerà in coincidenza con i colpi e, in caso di bisogno anche con le parate o le spazzate.
Il duello eseguito teatralmente avverrà inizialmente in una specie di sequenza di un colpo a testa, ciò servirà anche a creare una certa armonia di movimenti fra i combattenti (simula in un duello reale la fase iniziale di studio delle caratteristiche di un avversario sconosciuto), creando quasi una danza armoniosa. L’ingaggio avverrà portando il colpo in figura (norme di sicurezza e di buon senso ci invitano ad indirizzare il colpo in prevalenza al cosiddetto bersaglio grosso, cioè il corpo fra l’ombelico ed il collo, la parte che di norma è quella più protetta in un milite medievale da imbottita e da usbergo di maglia di ferro), il colpo va caricato anche con il peso del corpo ed allungato con la tecnica dello scorrimento dell’asta dell’arma nelle mani. La lancia va immediatamente ritirata dopo aver sferrato il colpo, evitando assolutamente di rimanere nella posizione di arrivo, salvo nei casi l’azione venga continuata con ad esempio lo svolgimento di un successivo gioco stretto, riassumeremo quindi una posizione di guardia fra quelle conosciute.
Nell’uso pratico l’azione di spazzata si userà più frequentemente di quella della parata, sia per la migliore efficacia, che per la possibilità di intraprendere azioni offensive successive dettate dalla posizione in cui ci troveremo.

Concetto di colpo ripetuto: dopo aver acquisito una buona conoscenza del combattimento basico come visto sinora, potremo aggiungere un maggior incalzamento nelle nostre fasi offensive, piccoli colpi ripetuti, caricati principalmente con lo scorrimento del manico dell’asta fra le mani terranno in continuo allarme chi li subisce, risultando utili sia per mantenere l’iniziativa che per predisporre un azione più decisiva ed in profondità, dovremo far attenzione che il nostro avversario (parliamo sempre nel caso di un confronto con armi analoghe) non ne approfitti per “tagliarci” la strada entrando nella nostra guardia, sopravanzando la punta della nostra arma, impedendoci in tal modo di rientrare ed cercando di applicarci un gioco stretto od un contatto di spinta col corpo intero.
Vantaggi e svantaggi della “Lanzacorta”
Il miglior vantaggio della nostra arma è nella sua lunghezza e nella velocità della sua azione, comunque estremamente potente. La lunghezza ci permette di tener a notevole distanza il nostro avversario, fatto estremamente importante nel caso di uno scontro con un armato dotato di diverso armamento, magari più potente ma più “corto”, come può esser un fante armato di spada e di scudo, la velocità nell’esecuzione dei colpi in continuità sarà essenziale per mantenerci in una posizione di vantaggio. L’avversario nel contempo cercherà di eseguire una efficace parata accorciando allo stesso tempo la distanza da noi, per avvicinarsi a distanza tale da poter usare in modo efficace la sua arma, dovrà tenere la punta della nostra arma inastata all’esterno del suo corpo e letteralmente gettarsi su di noi a cercare il confronto ravvicinato.
Altro buon sistema di combattimento contro la nostra “lanzacorta” sarà quello di tagliarla o di danneggiarla seriamente colpendola con la parte affilata della propria arma sulla struttura in legno dell’asta, fragile per la consistenza del materiale.
Tutto questo vale per l’uso della lancia “all’Italiana” cioè in prevalenza da parte di milizie veloci e leggermente protette, molto diverso dall’uso “alla tedesca” con armati in armatura integrale o quasi per i quali la lancia rappresenta uno dei componenti della propria panoplia di armamento, buona istruzione di queste tecniche è esposta nei Trattati di J.Meyer (1570) e Lichtenhauer (1500 ca.).
La “Lanzacorta” contro altre armi
Sia in duello che in schieramento sul campo di battaglia un fante leggero armato di lanzacorta potrebbe incontrare un avversario armato diversamente. La situazione più ricorrente nei periodi da noi studiati (dal XII al XV secolo) è quella di incrociare un armato di spada e di scudo.
Lanzacorta contro Spada e Scudo : un combattimento del genere vedrà principalmente il seguente atteggiamento, il lanziere colpirà in modo continuo incalzando il proprio avversario in modo da tenerlo a distanza e sempre impegnato, nell’attesa di sferrare un colpo decisivo (potrebbe essere ad esempio un colpo a piovere, cioè a scendere, da una posizione di punta altissima, mirante a passare oltre la difesa passiva fornita dallo scudo, ma anche un colpo alle gambe, di difficile protezione con lo scudo, che avrebbe il vantaggio, anche se non entrasse a segno, di entrare fra le due gambe inciampando il movimento e provocando uno sgambetto). Terrà quindi un atteggiamento aggressivo sfruttando la sua probabile maggior mobilità data dalla leggerezza nelle protezioni passive, proverà a stringere il contendente verso un ostacolo od un muro. Il lanziere non dovrà permettersi tempi di attesa e di pausa eccessivamente lunghi proprio per non permettere al fante pesante di avvicinarsi troppo per sfruttare la sua maggiore potenza nello scontro ravvicinato. Il fante pesante dovrà pazientemente subire attendendo il momento migliore per provare ad entrare nella nostra guardia, difendendosi opponendo lo scudo a propria protezione, l’ entrata nella guardia che si effettua cercando di sopravanzare la punta della lanza portata in attacco, con un repentino movimento di passo lungo, una volta entrati nella guardia il laniere avrà difficoltà a arretrare velocemente la propria arma lunga per ricaricare il colpo successivo.
Altra buona possibilità del fante è quella di eseguire una forte parata con un colpo con la propria spada, a deviare la punta della lanza, colpire fortemente il legno dell’arma lunga può tagliarlo facilmente, portando alla rottura dell’asta da parte del debole della spada, terzo finale della lunghezza della lama ben affilato, ovviamente la situazione si ribalta a questo punto e il fante si troverà a questo punto ad incalzare.
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